
Niccolò Budoia
26 febbraio 2026
WRC
L'imprenditore e amante di rally, corse e automobili ha raccontato a DirtFish la sua visione sui rally, il loro futuro e il ruolo del Promoter.
"I rally hanno l'enorme possibilità di diventare una grande piattaforma pop, il che servirebbe anche ai Costruttori". È così che si può riassumere il punto di vista espresso ai microfoni di DirtFish (ecco il link Patreon all'intervista completa) da Lorenzo Bertelli, pilota, direttore marketing di Prada e presidente di Versace.
Bertelli ha confermato di aver partecipato alla gara che individuerà il successore di Red Bull alla guida del WRC Promoter, l'ente che promuove il Mondiale e l'Europeo e che sta vendendo dopo risultati per certi versi deludenti che non hanno seguito l'esplosione di questi anni della Formula 1 e del WEC: "Facevo parte di un gruppo di investitori, ma non c'entravano Prada nè in alcun modo la mia famiglia. Non siamo entrati fra i finalisti, purtroppo", sono state le parole di Bertelli, intervistato da Colin Clark.
La sua visione è chiara: "Il mondo oggi si divide fra il lusso d'alta gamma e il pop, che sono due settori che stanno andando molto bene. I Costruttori hanno un gran bisogno di diventare popolari, di avere a disposizione anche una piattaforma d'intrattenimento in un momento in cui le auto vanno da A a B, e basta. Toyota ad esempio hanno creato alcune vetture solo a benzina per piccole nicchie di appassionati. Penso alla Yaris GR, per esempio, e la loro strategia sta dando ottimi frutti", ha detto Bertelli: "Rimangono nei rally perchè hanno bisogno di arrivare a un certo tipo di clientela, perchè i rally hanno il potenziale di diventare un'enorme piattaforma pop: ricchi e non ricchi stanno insieme all'aperto, possono farsi un barbecue, e poi è un modo incredibile di scoprire il territorio. E non dimentichiamo che il pubblico resta vicino a piloti e auto: è fondamentale oggi riportare il motorsport fra la gente".
Bertelli però ha anche detto la sua su cosa non abbia funzionato in questi anni, almeno dal suo punto di vista: "Il difficile è chiaramente mettere in pratica queste cose, ma tutto dipende da questo. Il Promoter ci ha sicuramente provato, ma forse non ha trovato tutti gli ingredienti perfetti. Ecco, forse c'erano troppi chef in cucina (there were too may chefs in the kitchen, letteralmente)", le parole dell'italiano.

Bertelli e la sua visione dei rally: "Hanno il potenziale di diventare un'enorme piattaforma pop"
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